RIGENERAZIONE URBANA: L’ESEMPIO LOMBARDO PER LA VALORIZZAZIONE DEL SUOLO

Dare nuovo valore al patrimonio immobiliare riducendo al minimo l’impiego di quella che è una risorsa non rinnovabile e, anche per questo, bene comune, ovvero il suolo. Questo il pensiero alla base di ogni approccio al tema della rigenerazione urbana sul quale Federdistribuzione e le sue aziende pongono una particolare attenzione.

Già da diverso tempo infatti, le imprese distributive hanno dimostrato di preferire la via del recupero a quella dell’utilizzo del suolo vergine per le nuove aperture di punti vendita, ritenendo che la rigenerazione urbana possa essere, non solo un impegno ‘etico’ di natura ambientale, ma anche un asset strategico all’interno delle scelte aziendali.

Recuperare il patrimonio immobiliare, dandogli una nuova vita anche attraverso una dimensione differente rispetto a quanto era stato concepito in origine, è dunque oggetto di interesse per le imprese del settore distributivo, pronte anche a giocare un ruolo da ‘protagoniste’.
La distribuzione ha infatti da sempre una vocazione volta verso l’inclusione e, questo valore, diventato nel tempo tratto distintivo, può trovare la sua applicazione nel creare nuovi contesti urbani capaci di essere una risposta a fenomeni di degrado e al contempo luoghi di integrazione sociale e sviluppo economico per il territorio.

A fronte di una volontà chiara e delineata ci si scontra con la mancanza degli strumenti legislativi idonei ad assecondare questo processo.
E’ ancora infatti assente una cornice normativa a livello nazionale in grado di dare le coordinate e definire lo spazio di azione per gli operatori economici; un vuoto che non può che produrre rallentamenti verso azioni di tutela ambientale e frenare ogni opportunità di sviluppo sostenibile.

Un segnale positivo sul fronte istituzionale è arrivato da Regione Lombardia che ha dimostrato una sensibilità diversa sul tema, approvando una legge regionale sulla rigenerazione urbana. Uno strumento al quale Federdistribuzione ha contribuito fattivamente e che adesso permetterà ai soggetti interessati di avviare progetti di recupero virtuosi. Un impegno, quello di Regione Lombardia, che ci si augura possa fare da esempio e tracciare la via per la creazione di una disciplina normativa a livello nazionale.03