Progetto life

LIFE-Food.Waste.StandUp
Meno Sprechi Più Solidarietà

Federdistribuzione partecipa a Life-Food.Waste.StandUp, il progetto finanziato dalla Commissione Europea per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014 -2020).
Il progetto, della durata di 3 anni, ha avuto inizio il 7 luglio 2016, terminerà il 30 giugno 2019, e vanta un partenariato di filiera d’eccellenza composto da:

  • Federalimentare come soggetto promotore capofila
  • Federdistribuzione
  • Fondazione Banco Alimentare Onlus (FBAO)
  • Unione Nazionale Consumatori (UNC)

Alcuni numeri importanti in materia di sprechi

Secondo i dati della FAO, nel mondo 1,3 mld ton di cibo va sprecato ogni anno, per un valore di oltre 2000 mld di euro all'anno, 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura, quasi uguale la proporzione degli sprechi tra Paesi industrializzati (670 mln/ton) e Paesi in via di sviluppo (630 mln/ton). Il nostro Paese si attesta a metà della media europea dove il Paese con maggior spreco è l'Olanda e quello col minor spreco la Grecia.
In Italia, ogni anno buttati via alimenti per un valore di circa circa 12,6 mld di euro (vedi la ricerca “Surplus Food Management Against Food Waste Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti.” di Garrone, Melacini, Perego -– DIG, Politecnico di Milano - Ed. La Fabbrica 2015) che equivale a 24,5 mln di ton di carbonio inutilmente sprigionate in atmosfera.

In Italia vengono prodotte in un anno, in tutta la filiera, circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari. Di queste solo il 9% viene recuperato. Il resto, cioè 5,1 milioni di tonnellate, è destinato a rifiuto e costituisce quello che viene definito spreco. Questa quantità di cibo sprecato equivale al 15,4% dei consumi annui alimentari

  • Nelle famiglie si crea il 43% delle eccedenze, mentre il settore primario ne è responsabile per il 37%, quello della trasformazione per il 3%, quello della distribuzione per il 13% e quello della ristorazione per il 4%

  • Nella Grande Distribuzione: l’analisi evidenzia come negli ultimi anni (2015 vs 2012) le eccedenze della GDO siano calate: da 778.000 a 755.000 tons (-3%). Ancora numeri alti, sui quali bisogna continuare a lavorare, ma con una tendenza incoraggiante, da sostenere e alimentare

  • Sempre sullo stesso periodo: si rileva un aumento dell’11% delle donazioni, per un dato complessivo di 65.000 tonnellate, equivalenti a 220.000 pasti al giorno.

L’obiettivo del Progetto

Una campagna di sensibilizzazione in materia di prevenzione degli sprechi alimentari e gestione delle eccedenze lungo la filiera, al fine di aumentare il loro recupero e incrementare le donazioni. La campagna sarà realizzata e diffusa su tutto il territorio nazionale tagliata sui tre target individuati (aziende agroalimentari, Grande Distribuzione Organizzata e Consumatori) e supportata dall’esperienza della Fondazione Banco Alimentare Onlus. Il progetto mira a coinvolgere circa 20.000 imprese italiane agroalimentari, 12.000 punti vendita (diretti e in franchising) e 500.000 consumatori con lo scopo di diffondere informazioni e modelli per la gestione eccedenze alimentari a circa 200.000 imprese alimentari europee; formare almeno 200 aziende agroalimentari e 65 aziende della Grande Distribuzione Organizzata sulle procedure di donazione e di gestione delle eccedenze alimentari.

Le attività del Progetto

Le campagne informative e di sensibilizzazione dei partner coinvolti partiranno a gennaio 2017 e saranno condotte da Federalimentare, Federdistribuzione e Unione Nazionale Consumatori. Tutti gli strumenti saranno elaborati con il supporto della Fondazione Banco Alimentare Onlus che supporterà la contenutistica dei tool.
Saranno sviluppate strategie mirate e strumenti ad hoc con l’obiettivo di raggiungere i target nel miglior modo possibile affiancando ai più tradizionali mezzi di informazione (volantini, articoli, newsletters, ecc) anche i moderni mezzi di comunicazione di massa come il digitale, i social e la rappresentazione per immagini.
Il progetto sarà dotato di una piattaforma web dalla quale sarà possibile visionare e scaricare tutto il materiale prodotto nonché porre domande e richiedere chiarimenti su procedure, normativa e operatività.
Il progetto LIFE vedrà inoltre tre momenti di divulgazione congiunta con l’organizzazione di iniziative durante alcune delle più rilevanti manifestazioni in capo ai partner: CIBUS 2018, la terza edizione del Bilancio di Sostenibilità di Settore (BSS) della Distribuzione Moderna Organizzata e “Cose da non credere” 2017.

L’obiettivo di Federdistribuzione
  • Diffondere, prevalentemente alle aziende della GDO, la cultura di una gestione delle risorse sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale …..

  • …. che porti ad un’attività finalizzata alla riduzione delle eccedenze e alla prevenzione degli sprechi alimentari attraverso una efficiente operatività d’impresa (rapporti con i fornitori, logistica, analisi della domanda )…..

  • ….. riuscendo al contempo ad aumentare le quantità di prodotti recuperati e donati a enti caritativi.

A chi si rivolge la campagna di Federdistribuzione

=> Target primario

    • Imprese della GDO: abbiamo visto che molte sono già impegnate da tempo nella lotta allo spreco (oltre al costo sociale, le rimanenze rappresentano un costo economico).
      Il quadro complessivo presenta tuttavia realtà diverse: ci sono eccellenze affiancate a casi di imprese che svolgono questa attività in modo meno continuativo e diffuso tra i punti vendita.
      Proprio questa disomogeneità ha consentito di individuare i fattori critici di successo che portano a gestire le donazioni in modo proficuo: l’elemento fondamentale è rappresentato dall’aver inserito in modo strutturale e continuativo l’attività di riduzione delle eccedenze e di donazione all’interno dei processi aziendali. Per questa ragione abbiamo visto nell’attività di sensibilizzazione, informazione e comunicazione presso la più amplia platea possibile delle imprese della GDO prevista dal progetto Life un’occasione unica e preziosa per fare un significativo passo in avanti al nostro settore sul piano della sostenibilità.

=> Target secondario

    • Dipendenti: l’implementazione delle azioni contro lo spreco avviene più efficacemente se le risorse sono consapevoli, sensibili al tema e coinvolte. Inserire in maniera strutturata nei processi aziendali la lotta allo spreco e l’aumento delle donazioni significa proprio questo: stimolare e far partecipare tutti i collaboratori a questi obiettivi. L’impegno e l’endorsement del management non basta. L’obiettivo deve essere condiviso. Da questo punto di vista alcune categorie professionali sono particolarmente rilevanti (compratori, gestori dei banchi dei prodotti freschi), ma la campagna di comunicazione di Federdistribuzione mira anche coinvolgere tutti i dipendenti delle imprese.

    • Istituzioni locali (Regioni, Comuni): la GDO è una realtà radicata sul territorio; le attività previste da Federdistribuzione intendono coinvolgere anche Istituzioni locali nell’ambito di una nuova collaborazione, per il perseguimento di obiettivi comuni di riduzione dei costi di gestione dei rifiuti attraverso un aumento delle donazioni delle eccedenze alimentari. Con questa finalità, sarebbe importante prevedere agevolazioni fiscali per le imprese che donano, seguendo l’invito contenuto nella recente legge contro gli sprechi, ciò costituirebbe un riconoscimento di un maggiore impegno delle imprese e un importante impulso per il raggiungimento dell’obiettivo del milione di tonnellate donate indicato dal ministro Martina

=> Target indiretto

    • Cittadino-Cliente: attraverso la promozione del progetto nei punti vendita (spot radio)

Le attività di Federdistribuzione

I due pilastri sui quali si baserà la campagna di comunicazione di Federdistribuzione sono:

  1. la definizione di linee guida tecniche per indirizzare le imprese nel loro percorso di misurazione dell’entità del fenomeno delle eccedenze alimentari, di identificazione delle cause principali e degli ambiti di intervento per ridurle, di aumento delle donazioni.

Lo scopo di queste linee guida è quello di supportare le aziende nel creare le condizioni per rendere l’attività di gestione delle eccedenze strutturale e sostenibile nel tempo, riuscendo al contempo ad aumentare le donazioni.

Esempi di linee guida:

  • in chiave di prevenzione: aumentare i rifornimenti su piazza; introdurre sistemi di misurazione dello spreco; predisporre obiettivi specifici, disporre di una funzione di pianificazione della domanda (centrale vs punto vendita); migliorare le relazioni con i fornitori per promozioni, lanci, stagionalità; rendere più efficienti i processi logistici, anche con l’introduzione di tecnologia, facendo viaggiare le merci più velocemente e lasciandole il minor tempo nei depositi;

  • in chiave di gestione: attivazione promozioni sui prodotti vicini a scadenza;

  • in chiave di aumento delle donazioni: selezione degli enti caritativi in base alla tipologia del punto vendita; definizione di rapporti strutturati e non occasionali, implementazione di processi standard.

A queste linee guida si affianca un kit-anti spreco per i dipendenti, al fine di sensibilizzare anche questa popolazione e coinvolgerla attivamente nelle attività d’impresa rivolte alla riduzione delle eccedenze alimentari e all’aumento delle donazioni.

Esempi di coinvolgimento:
programmi specifici di informazione sul tema, modalità creative per ingaggiare il personale (workshop, focus groups…), “audit dello spreco” periodici con il coinvolgimento di tutte le figure coinvolte nell’attività …

  1. la realizzazione di un “Roadshow in 20 tappe (in 10 regioni “strategiche” anche Federalimentare sarà coinvolta) per raggiungere tutte le regioni italiane con lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere gli attori locali: Regione, Comuni, Aziende della Produzione e della Distribuzione, Onlus ed Enti Caritativi, Università, Scuole ecc.

Attraverso l’organizzazione di un evento che prevedrà anche una conferenza stampa, l’obiettivo sarà quello di informare e condividere best practices ed esperienze, raccogliere idee e scoprire modi innovativi di riduzione dello spreco e aumento delle donazioni.

Potrebbe anche essere prevista la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra i vari attori del mondo economico, del terzo settore e delle istituzioni, per sancire una collaborazione concreta a livello locale che possa produrre risultati positivi, anche ipotizzando agevolazioni fiscali per i soggetti donatori.