La struttura distributiva

La struttura distributiva

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Dal punto di vista della numerica, i singoli format distributivi presentano andamenti diversi; tuttavia rispetto ad altri settori di attività, il commercio nel suo complesso “tiene” anche negli anni della crisi, subendo profondi mutamenti al suo interno. Incrementa il numero degli ambulanti; nel piccolo dettaglio aumenta il turnover dei punti vendita, ma i commercianti più accorti reagiscono alla crisi associandosi in catene, utilizzando il franchising, specializzando la propria offerta e fornendo maggiori servizi. In questo modo, a fronte dei molti negozi che chiudono, quasi altrettanti aprono, con una crescita di operatori non italiani.

Tab. 1.3 – Evoluzione del numero degli esercizi commerciali[1]

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Fig. 1.2 – Evoluzione del peso dei canali distributivi: quote di mercato sul totale consumi commercializzabili[2]

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Il peso della DMO cresce moderatamente nel tempo. Mediamente, negli ultimi 13 anni, un punto di quota di mercato all’anno. Una velocità che non si è modificata nell’ultimo periodo di crisi.


[1]Elaborazioni Federdistribuzione su dati del Ministero dello Sviluppo Economico, Nielsen, TradeLab
[2]Elaborazioni Federdistribuzione su dati: ISTAT, Nielsen, IRI, Gfk, Sita Ricerca